Il piede piatto

Nel piede piatto l’arco interno (volta plantare) è poco accentuato in alcuni casi quasi assente. Ciò è dovuto ad un abbassamento dello scafoide (chiave di volta dell’arco mediale). Nel piede piatto la superficie di appoggio aumenta nella parte interna del piede. Il piede piatto è spesso doloroso e può limitare l ‘attività sportiva (soprattutto la corsa ).

Il piede piatto può essere dato da:

  • AVAMPIEDE VARO che per compensazione fa inclinare il piede verso l’interno.
  • SCARSA forza da parte del muscolo tibiale posteriore (scadente forza di trazione mediale)

Conseguenze del piede piatto

  • Dolore articolare a livello dell’ articolazione tibio-tarsica (caviglia) per stress dei legamenti
  • Stress della fascia plantare
  • Carico eccessivo dei metatarsi, in particolar modo della 1°e 2° testa metatarsale. Nel primo caso si può avere infiammazione dei sesamoidi (cuscinetti della prima testa metatarsale)o alluce valgo.Nel secondo caso semplice metatarsalgia. Infiammazione del tibiale posteriore
  • Sindrome infiammatoria in corrispondenza del compartimento legamentoso esterno del ginocchio.
  • Infiammazioni croniche a livello del tendine di Achille.
  • Fratture da stress dello scafoide.

I consigli sono di fare innanzitutto un esame baropodometrico per valutare l’appoggio plantare. In alcuni casi può essere necessario fare anche una radiografia.

Nei casi di piattismo funzionale può essere consigliato l’utilizzo di un plantare anatomico di sostegno. Nei bambini deve essere associato al plantare una ginnastica che preveda esercizi mirati per il piede (ad esempio camminare sulle punte.)
La calzatura deve aiutare il plantare a svolgere la sua funzione, quindi deve limitare il movimento verso l’interno del piede attraverso una discreta rigidità posteriore e se necessario una tomaia avvolgente fin sotto i malleoli.
Nei casi di grave piattismo è possibile, già nell’ età dell’ accrescimento, una correzione di tipo chirurgico.